Anticlericali sì, ma da cattolici
// agosto 5th, 2009 // Articoli, Squarci sull'infinito
Rivolto a tutti coloro che hanno pensato – anche scrivendomelo – che il mio dichiararmi anticlericale significhi in qualche modo un abbandono del mondo cattolico. C’è sempre stato uno spartiacque nella storia della Chiesa ai due lati del quale c’erano due opposte tensioni. Da un lato la pulsione a consolidare la struttura ecclesiastica in potere, influenza, radicamento (clericalismo). Dall’altro la disperata tendenza a contrastare la prima pulsione (anticlericalismo). Sulla base di questa dialettica la Chiesa si è conservata sino ad oggi nella sua dicotomia che riflette pienamente la natura dell’uomo: divina ed umana insieme. Nella sua storia di anticlericali ce ne sono stati davvero tanti. A partire da Gesù. Tanto per assaggiarne il divin tono: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell’anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello! “. Questa tensione a combattere le invadenze e le ipocrisie del clericalismo interno è presente in moltissimi grandi Santi: San Gerolamo, San Pier Damiani, San Francesco, il Beato Rosmini, per citarne solo alcuni. È solo dal 1800 che si è lasciato che questa pulsione anticlericale interna divenisse prevalentemente un affare politico esterno. Anche perché chi critica la Chiesa dall’esterno odiandola lo fa per distruggerla, ma chi è all’interno della Chiesa e la ama, la critica per emendarla e migliorarla. Ma veniamo anche ai giorni nostri. San Josemaria Escrivà de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei, disse: “Anch’io sono un anticlericale perché mi piace che il clero rimanga clero, che non cerchi di imbrogliare, che si limiti alla sua missione spirituale. Che ci sia posto per tutti: quelli di destra, quelli di sinistra, quelli davanti e quelli di dietro. Tutti, tutti”. E così commentava sul Gazzettino di Venezia nel 1978, a un passo dalla sua elezione a Papa, il Cardinale Albino Luciani, poi Giovanni Paolo I: “
“E (San Josemaria) parla anche di un giusto e necessario «anticlericalismo» nel senso che i laici non devono rubare metodi e mestiere ai preti e ai frati né viceversa. Credo che egli abbia derivato questo «anticlericalismo» dai genitori e specialmente dal padre, un galantuomo a tutta prova, tutto lavoro, cristiano convinto, innamoratissimo di sua moglie e sempre sorridente. «Lo ricordo sempre sereno –ha scritto il figlio– la vocazione la devo a lui… per questo io sono “paternalista”». Altra spinta «anticlericale» gli è probabilmente venuta dalle ricerche fatte per la sua tesi di laurea in diritto canonico circa il monastero femminile cistercense di Las Huelgas presso Burgos. Lì, la badessa era stata insieme dama, superiora, prelato, governatore temporale del monastero, dell’ospedale, di conventi, chiese e villaggi dipendenti con giurisdizione e poteri regali e quasi episcopali. Un «monstrum» anche questo per gli incarichi plurimi contrapposti e sovrapposti. Così ammassati, questi lavori erano inadatti a essere –come voleva Escrivá– lavori di Dio”.
Concludo con questa citazione: “quanto più nella Chiesa si estende l’ambito delle cose decise e fatte da uomini di Chiesa, tanto più angusta essa diviene per tutti”, a cui si aggiunge: “Oggi la Chiesa è divenuta per molti l’ostacolo principale alla fede. Non riescono più a vedere in essa altro che l’ambizione umana del potere, il piccolo teatro di uomini che, con la loro pretesa di amministrare il cristianesimo ufficiale, sembrano per lo più ostacolare il vero spirito del cristianesimo”, concetto che si completa con “Non é di una Chiesa più umana che abbiamo bisogno, bensì di una Chiesa più divina; solo allora essa sarà anche veramente umana”. Chi ha scritto questi pensieri, dal sapore e dal carattere sanamente anticlericale? Un massone garibaldino? Un radicale impenitente? No. Joseph Ratzinger. Che a quanto pare è anche il Papa.
3 Responses to “Anticlericali sì, ma da cattolici”
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Continua lo sproloquio dell’anticlericalismo dissociato dal cattolicesimo, come che dire che odio la pesca alle balene ma amo la pesca, paradossi che nascondono solo odio nei confronti di un ceto, il Clero, che appare ingiustificato. Se un sacerdote e’ antipatico o fa cose non giuste, non si puo, definirsi anticlericali, ma anticlierico nei confronti del sacerdote stesso. Chi come me ha vissuto il 1957 da attivista e non da spettatore non pagante, sa cosa intendo.
Grazie per l’attenzione
Conte Carmine Palizzi Silla
ma cos’è successo nel 1957? Il paragone però non coglie il punto. Qui si potrebbe dire che ci piace pescare, ma non ci piace chi vorrebbe il monopolio del pesce…
pybida…
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