E se anticlericale fosse il Papa?
// settembre 13th, 2009 // Articoli, Squarci sull'infinito
A molti sembrerà strano sentir dire che il Papa – Papa Ratzinger, l’ex Prefetto del Sant’Offizio – sta segnando una strada di anticlericalismo. Eppure è così. Ancora avvolta dalle ferite e dalla vergogna per il caso Boffo, la Chiesa italiana si interroga sul presente e sul futuro, cercando a tentoni una risposta sulla propria identità. Ed ancora un volta è Papa Benedetto a sorprendere ed a segnare un cammino, una direzione in cui muoversi. Ordinando nuovi vescovi – destinati ad alti incarichi – con il suo modo gentile ha dato loro una frustata sonante: “Sappiamo come le cose nella società civile e, non di rado, anche nella Chiesa soffrono per il fatto che molti di coloro, ai quali è stata conferita una responsabilità, lavorano per se stessi e non per la comunità”, paragonandoli poi, entrando in episodi evangelici, al servo malvagio si mette a “gozzovigliare e percuotere i dipendenti” ed al servo che sotterra le monete del padrone, per potersi dedicare “esclusivamente ai propri affari”. Una presa di posizione netta e chiara contro il carrierismo e l’egoismo dei molti che nella Chiesa cercano posizioni di comodità e di utilità. Ma il Ratzinger anticlericale non è cosa nuova. Alla vigilia della sua elezione, il 18 aprile 2005, davanti a tutto il collegio cardinalizio, parlando di preti teologi e vescovi li definì “sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina”. Pochi giorni prima, scrivendo il testo dell’ultima Via Crucis di Giovanni Paolo II, parlò di “quanto Cristo debba soffrire nella sua stessa Chiesa. Quante volte si abusa del santo sacramento della sua Presenza… Quante volte la sua Parola viene distorta e abusata! Quanta poca fede c’è in tante teorie… Quanta sporcizia c’è nella Chiesa e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza!”. Tanto che non risparmiò la condanna: “Signore, spesso la tua Chiesa ci sembra una barca che sta per affondare, una barca che fa acqua da tutte le parti. E anche nel tuo campo di grano vediamo più zizzania che grano. La veste e il volto così sporchi della tua Chiesa ci sgomentano. Ma siamo noi stessi a sporcarli! Siamo noi stessi a tradirti ogni volta, dopo tutte le nostre grandi parole, i nostri grandi gesti. Abbi pietà della tua Chiesa”. Condanna che ritornò ad un sinodo dei vescovi, mentre si parlava della parabola dei vignaioli omicidi: “La minaccia di giudizio riguarda anche noi, la Chiesa in Europa… Con questo Vangelo il Signore grida anche nelle nostre orecchie le parole dell’Apocalisse: ‘se non ti ravvederai, verrò da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto’ ”. L’evidenza del fatto che la classe dirigente cattolica, ossia il clero ed in particolare l’episcopato, sia in una situazione del tutto inadeguata per affrontare il presente è ben chiara nella testa e nel cuore del Santo Padre. Se sempre più persone di formazione cattolica dichiarano che credono in Dio ma non nella Chiesa un motivo ci sarà. Perché conoscono gli ambienti clericali, quelli pieni di chiacchiericci piccanti fatti all’ombra della malignità, stracolmi di mediocre arroganza, di cattiverie e di sapori di ottusità. Ecco perché Papa Ratzinger, che gli ambienti clericali conosce così bene, ha invitato questi nuovi vescovi a tre virtù. La prima è la fedeltà. Perché al servo “è stato affidato un grande bene, che non gli appartiene. La Chiesa non è la Chiesa nostra, ma la sua Chiesa, la Chiesa di Dio. Il servo deve rendere conto di come ha gestito il bene che gli è stato affidato. Non leghiamo gli uomini a noi; non cerchiamo potere, prestigio, stima per noi stessi”. La seconda virtù che chiede ad un vescovo , ha aggiunto, deve essere la “prudenza”, che non è astuzia, ma esercizio di intelligenza, capacità di giudicare in base all’insieme “e non a partire da dettagli casuali”. Infine, l’uomo di Chiesa deve essere “buono”. Ancora una volta speriamo che qualcuno, per quanto imbarazzante sia sentire le sue parole echeggiare nelle stanze del potere clericale, finisca per ascoltarlo…
paolo@gambi.net
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