I Vip raccontano la loro fede in Dio

// febbraio 3rd, 2009 // Articoli, LIBRI, Squarci sull'infinito

pollI Vip raccontano la loro fede in Dio

Intervista al giornalista Paolo Gambi

ROMA, martedì, 30 ottobre 2007 (ZENIT.org).- I mezzi di comunicazione si occupano di più del mondo dello spettacolo che del mondo dei credenti. Lo stesso mondo dello spettacolo sembra però essere in crisi morale e di idee.

Eppure c’è stato un giornalista che ha avuto il coraggio di indagare in questo mondo dell’apparire, per vedere quanto sia avvertita anche lì la sete di Dio.

Si tratta di Paolo Gambi, giornalista professionista, dottore di ricerca in Diritto canonico, contributing editor di “The Catholic Herald” di Londra, editorialista del quotidiano “La Voce di Romagna”, e conduttore televisivo, il quale ha appena pubblicato il volume “I vip parlano di Dio” (Piemme, 171 pagine, 11.50 euro).

ZENIT lo ha intervistato.

Nel suo libro ha ascoltato una serie di personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura, dei media. Cosa ha trovato?

Gambi: Una grande umanità. Noi siamo abituati a vedere attraverso il filtro della televisione e dei grandi mezzi di comunicazione un apparato mitologico fatto di divinità ed eroi, saghe ed epopee. È il mondo dello spettacolo, dei vip, che ci appare distante ed idealizzato. Un apparato di modelli a cui tutti noi, specialmente i più giovani, ci rifacciamo. Ma come ogni pantheon che la storia ci ha mostrato, assume un significato diverso nel momento in cui si confronta con l’assoluto, con il Dio della tradizione ebraica e cristiana. Perché nel confronto e nel rapporto con Dio anche il più patinato vip si riscopre nella sua umanità. È quello che ho cercato di fare con questo libro.

Vuole raccontarci qualcuna delle sue interviste?

Gambi: Il libro è una sorta di cammino attraverso le varie risposte che ciascuno di noi può dare a quelle domande che tutti abbiamo nel cuore riguardo al senso della vita, alla felicità, a Dio. C’è chi, come il maestro Giorgio Albertazzi, si dà e ci dà una risposta negativa, in maniera intelligente, articolata e anche simpatica: Dio non esiste, e soprattutto sarebbe meglio non esistessero i suoi preti. C’è chi, come Michele Cucuzza, vive con inquietudine esistenziale il cammino di ricerca di Dio, e me lo ha raccontato in esclusiva, delineando una sorta di storia della sua anima dal ‘68 ad oggi.

Ci sono poi molte esperienze religiose che rispondono alle domande del cuore umano: dall’ebraismo laico di Fiamma Nirenstein, all’Islam ragionato di Magdi Allam; dalla comunità protestante abbracciata da Ornella Vanoni e quella cattolica a cui Anna Falchi, che era nata luterana, si è trovata ad aderire. C’è la fede cattolica della tradizione italiana, come quella di Amedeo di Savoia, che svela alcuni particolari inediti della sua famiglia, e quella, sempre cattolica, ma anche molto esistenziale, del maestro Pupi Avati.

Ci sono i dubbi del capo dei massoni italiani, Gustavo Raffi, e ci sono i pensieri sul male e Dio di Carlo Lucarelli, che per la prima volta racconta il suo rapporto con la fede. C’è il Dio sportivo di Marino Bartoletti, e i gossip su Dio fatti con Alfonso Signorini. E c’è il cammino per le strade del mondo compiuto da Alessandro Meluzzi, che ha raccontato per la prima volta la sua volontà di diventare diacono permanente.

In questo libro ha intervistato alcuni personaggi che, ad una prima impressione, non hanno nulla a che vedere con Dio: Anna Falchi, Michele Cucuzza, Alfonso Signorini…

Gambi: La sfida per me era proprio quella. Cercare di trovare Dio anche là dove non immaginiamo ci sia. Mandare all’aria l’idea che Dio se ne debba stare chiuso in sagrestia, incastrato fra una commissione pastorale e un documento della conferenza episcopale, quasi fosse timoroso di avere a che fare con gli uomini là fuori. Che a ben pensarci è la negazione della parte più profonda del messaggio cristiano. C’è tanto bene nel mondo. C’è tanto bene nel cuore degli uomini. Anche in quello dei vip. Bisogna solo volerlo scoprire.

Sarebbe stato troppo scontato intervistare 12 teologi o una serie di prelati. Dio va trovato fuori dalle mura in cui siamo soliti rinchiuderlo. So che questo approccio può urtare la sensibilità di qualcuno. Come quella del giornalista che ha sollevato una vibrante polemica sul mio libro dalle pagine del Corriere della Sera. Io infatti in ogni presentazione che faccio esordisco chiedendo scusa se qualcuno dovesse sentirsi urtato dall’accostamento del tema più sacro, Dio, a questo rutilante mondo dello spettacolo. Però dico, da cristiano, che va fatto. Va ricucito un rapporto tra la grandezza dell’infinito di cui noi cristiani siamo portatori, e l’esigenza di assoluto di cui anche questo mondo ha urgente bisogno.

Si può dire che il suo sia un libro di gossip?

Gambi: Diciamo che spero di aver utilizzato il motore del gossip, cioè la curiosità su tutto ciò che riguarda i personaggi famosi, per veicolare qualche messaggio un po’ più profondo. Spero che seguendo la curiosità per – chessò – Anna Falchi, qualcuno che legga il libro trovi qualche spunto di riflessione utile per il cammino della propria anima. Però tutto sommato questo libro non è un trattato di teologia. È gossip. Non per nulla ho aperto la serie delle interviste proprio con quella ad Alfonso Signorini, che è definito il re del gossip. Diciamo che la considero un pò una patente del sovrano, che mi dà diritto ad addentrarmi nei suoi reami.

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