Nudisti alla bassona

// settembre 1st, 2009 // Articoli, Romagna Caput Mundi

bonobo La spiaggia che parte da Lido di Dante e arriva alla foce del Bevano è senza dubbio il tratto più meravigliosamente affascinante di tutta la riviera romagnola. Mischia sapori nostrani con suggestioni da isola del centro del Mediterraneo. Non c’è un altro posto del genere in tutta la Romagna. Passeggio sulle dune sotto il sole di luglio con un amico. Immersi nella pineta camminiamo godendoci queste suggestioni che la natura ci regala. Ma dura poco. Sulla spiaggia torme di uomini nudi guastano l’atmosfera. Nudisti. Quasi tutti maschi. Incrociamo una pattuglia di vigili urbani. Una donna e un uomo, la macchina nello stradello, loro sulla spiaggia. Mi presento come giornalista e chiedo se sono lì per fare le multe ai nudisti, che sono tutti intorno a loro, orgogliosi dei loro attrezzi. La donna mi dice di no, sono lì per faccende di ordine pubblico. Chiedo allora se ci sia ancora l’ordinanza che autorizza il nudismo. La vigilessa dice che non lo sa, e chiediamo al suo collega. Il quale ci rassicura con grande certezza, e con tanti uomini nudi intorno, che fino alla foce del Bevano il nudismo è autorizzato. Ringraziamo, e proseguiamo. Sotto una duna ci appare questa scena: una coppia, di media età. Nudi. Lui con un cappello sulla faccia dorme. Lei, stesa sulla pancia, tiene in mostra due natiche orrende. A un metro e mezzo di distanza un altro uomo, grasso, peloso e nudo, si masturba allegramente allietato dalle mostruose natiche. Il mio amico, che vive in Africa, commenta tra lo schifato e il divertito: “Neanche le scimmie bonobo si comportano così”. Una specie di girone infernale ci ruota intorno, e scopriamo da un gentile Virgilio che sta a mollo in una pozza appartata, che probabilmente la pineta è piena di orge sodomitiche, in corso magari proprio in quel momento. Senza indagare andiamo oltre, e arriviamo alla foce del Bevano. Guadiamo il fiume – gesto affascinante e iniziatico – e il mondo ci cambia innanzi. Uno dei luoghi più belli che mi sia capitato di vedere: sembra di entrare nel film “laguna blu”. Quel paradiso terrestre non è territorio di conquista dei nudisti e degli orgiastici, ma incontaminato e quasi deserto. Lasciato al godimento della gente, sia pure con le restrizioni di una riserva naturale, è decisamente un altro mondo. Incontriamo casualmente anche il neosindaco di Forlì, che con la sua consueta e mite gentilezza fa un giro in bici. Qui, da questa parte del fiume, c’è una pattuglia della forestale. Iniziamo a chiacchierare, e incuriositi chiediamo come mai lì non ci siano nudisti né pubblici masturbatori. Ci si presenta l’ispettore superiore Cerotti – una vera incarnazione dell’Uomo dello Stato – e ci spiega insieme al suo collega, con lineare semplicità che non risulta ci sia un’ordinanza che autorizza il nudismo, e quindi se li vedono, li multano. Se invece compiono atti sessuali in pubblico, si va sul penale. Per sicurezza, tramite ricetrasmittente chiede anche rassicurazioni a un collega, che conferma. E qui sorge il mistero. Da una parte del Bevano la polizia municipale di Ravenna ci dice che esiste un’ordinanza che autorizza i nudisti, e i due agenti sono circondati da membri maschili e da gente che si masturba. Dall’altra parte del Bevano, che è sempre sotto il Comune di Ravenna, la forestale ci dice che non risulta esista questa ordinanza, neanche per il primo tratto di spiaggia. Insomma, i nudisti sono o non sono autorizzati ad avere il naturale monopolio di quel tratto di spiaggia? Esiste o non esiste questa ordinanza? E se non esiste, perché prima del Bevano non si applica la legge, e dopo il Bevano sì? E più ancora: perché proprio il tratto più meravigliosamente bello della riviera romagnola (chi non ci crede si prenda un pomeriggio e lo passi lì. Saranno ore ben spese) deve essere oggetto di tale disputa, quando con ogni evidenza se proprio si vogliono autorizzare i nudisti lo si potrebbe benissimo fare da qualche altra parte? Un paradiso del genere non andrebbe valorizzato e messo a disposizione delle famiglie, dei cittadini, dei turisti, sia pure salvaguardando l’ambiente? Domande. Domande senza risposta.

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