Perchè non ho menato quell’imbecille a Fiumicino?
// dicembre 5th, 2009 // Articoli, Romagna Caput Mundi
Vi è mai capitato di esservi pentiti per non aver picchiato qualcuno? A me, in trent’anni di vita, è successo una volta soltanto, pochi giorni fa. Non sono proprio un attaccabrighe: l’unica volta in cui le mie mani sono state strumento di violenza risale ad uno spintone a mia sorella quando eravamo ragazzini. Quindi il fatto che abbia avuto la pulsione di mettere le mani addosso a una persona assume un significato particolare. Ma facciamo un passo per volta.
Prendo per la prima volta il volo Forlì-Roma. Decisamente comodo: si parte ad un’ora non troppo antelucana, il servizio è efficiente e non troppo affollato, e dopo quaranta minuti di volo si atterra. Il problema arriva a Fiumicino: quasi venti minuti di attesa sull’aereo perché non arrivano gli addetti alle rampe. Ma va bene, un po’ di pazienza si può anche coltivare. Dopo una lunga giornata romana torno a Fiumicino per ritornare in Romagna. L’aereo parte alle 19.05. Io sono lì un’ora prima. Mi metto in fila allo sportello del check-in indicato per Forlì, dove si ammassa un sacco di gente. C’è scritto “Forlì” sugli schermi. La fila è lunga, e passa del tempo. A un certo punto, di botto, cambia l’indicazione da “Forlì” a “Catania”, e davanti a me ho ancora un sacco di gente. Già questo non mi era mai successo, neanche nei più improbabili o più mastodontici aeroporti. Avevano messo insieme due voli, immagino. Corro allora al desk e dico: “mi scusi, ero in fila per Forlì”. Risposta: “Il check in è chiuso”. Protesto un po’, insieme ad un altro ragazzo che incontro lì e che protesta con me, e finiscono per accettare il check in. Corriamo ai controlli di sicurezza. E lì il delirio. In quelle interminabili file ululanti si capisce quanto quell’aeroporto sia una enclave di terzo mondo. Grazie al ragazzo che condivide quel tratto di sorte con me, e che è più furbo e sveglio di me, riusciamo ad avanzare nella fila, non so come e non so dove. Il tempo stringe sempre di più, e tutti sembrano avere una gran fretta: evidentemente la disorganizzazione dell’aeroporto porta a continui ritardi ed affanni, che creano un clima di insopportabile tensione. Arrivo finalmente davanti al nastro su cui si lasciano gli oggetti per il metal detector, e sto per posare le mie poche cose. Con fare arcigno e spocchioso passa davanti un signore baffuto, che girandomi le spalle mette le sue cose rubandomi il posto in fila. E allora io, in modo gentile (lo giuro, mi siano da testimoni gli dei dell’Olimpo) dico: “Mi scusi, veramente siamo tutti in fila”. E lui si gira con rabbia sbattendomi in faccia un cartellino verde. Di Alitalia. Dicendomi antipaticamente, con quel lieve accento romano un po’ ripulito che puzza di abuso di potere: “E se insiste chiamo la polizia”. Mi si gela il sangue nelle vene e l’inaspettata situazione mi blocca, incastrato come in una tenaglia fra rabbia e sorpresa. Un ragazzo dall’accento calabrese dietro di me, a cui nessuno aveva chiesto niente, inizia a dirgli supplichevolmente: “Ma no, mi scusi, le chiedo scusa, non sappiamo come funziona qui, siamo ignoranti”. E l’arcigno risponde seccato con aria di superiorità: “Non siete ignoranti. Siete prepotenti”. E qui, di fronte a questa evidente ingiustizia, una mano dal Cielo mi ha fermato. Perché stava per partirmi un destro piazzato a spappolargli la faccia e a far saltare per aria i denti da sotto quei baffetti. A cui avrei voluto aggiungere: “E adesso chiami pure la polizia”. Ma non l’ho fatto. Faccio finalmente i controlli, e arrivo correndo come un matto all’imbarco. In cui un’altra romana rimprovera me e l’altro ragazzo dicendo: “Già vi hanno fatto un piacere a fare il check-in”. “Un piacere? Un piacere me lo avrebbero fatto se mi avessero dato un passaggio gratis. Ma io ho pagato un biglietto e un servizio, che a quanto pare è pessimo”. Ma nella rabbia trattenuta non ricordo neanche se queste parole le ho dette o le ho solo pensate. E a proposito di pensieri, di lì in poi se n’è fissato uno nella testa: ho sbagliato. Quel pugno l’avrei dovuto conficcare sull’ingiustizia di quest’Italia fatta di orrendi privilegi costruiti sulla testa della gente, omertà colpevole di fronte alle ingiustizie, concetto mafioso che tutto in fondo sia uno scambio di piaceri. Quel pugno con cui avrei dovuto spaccare la faccia a quell’orrendo mostro italico è ancora nella mia mano. E ne sono sinceramente pentito.
16 Responses to “Perchè non ho menato quell’imbecille a Fiumicino?”
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Benvenuto a Roma…
non hai pensato di fare un bel rappoto alla signorina che ti ha detto che ti avevano fatto un piacere?? quela bella letterina, scrivila a chi di dovere… E’ inutile che ora ti rammarichi.. agisci.. e fai girare l’articolo
“quel lieve accento romano un po’ ripulito che puzza di abuso di potere”…avevi giudicato quell’uomo già prima del cartellino verde
mi sembra troppo anche per un campanilista romagnolo come te..
liberali e con buoni propositi, solo a parole
ho idea che confondiamo le acque..e ne siamo consapevoli
maria pia, l’ho pubblicato sulla Voce ed ora qui…
certo che ho giudicato il comportamento di quell’uomo prima che mi mostrasse il cartellino. era semplicemente un maleducato. solo dopo ho scoperto che oltre a maleducato era anche arrogantemente arroccato sul principio di potere-privilegio…
E l’arroganza “prima” da cosa l’hai capita? dall’accento romano un po’ ripulito?…eri già partito in quarta…e questa frasetta, che probabilmente hai scritto di getto, ne è l’emblema…“arrogantemente arrocato sul principio potere trattino privilegio”? ti ricordi, per caso, un ‘Italia diversa da questa? ..sei troppo giovine, dimentico sempre
come chiami uno che ti passa davanti? anche se sta zitto, il messaggio non verbale che lancia è evidente. il fatto che avesse l’accento romano ripulito ha contribuito a tracciare un profilo: identificazione tra l’accento romano e il potere, appunto, romano.
scusa, ma non hai firmato. chi sei?
la relatività di quel che vedi e provi nell’istante è data del tuo io e dall’emozione/frustrazione/smaronamento….voglio solo dire, paologambi, che questo è il tuo punto di vista…
chi sono è un domandone…nik e mail non sono abbastanza? se ho sbagliato mi scuso, paologambi
esprimere opinioni non è mai sbagliato. basta che mi dici chi sei “gaara”
certo che è il mio punto di vista, è esattamente quello che ho raccontato, e l’unico che potrei mai raccontare
eh no, caropaologambi, esprimere opinioni è un conto, tu ti sei già eletto giudice e boia
e indirettamente hai giudicato tutto il popolo romano
romanesco=potere o presunto tale
e quel “ripulito”, è anche peggio
se fossi romano mi offenderei molto
è l’unico che hai raccontato, il tuo punto di vista, e ci mancherebbe, ma questo è il guaio..
anche se ti dicessi chi sono, forse, non sapresti comunque chi io sia..un nome, poi, non è importante
e se per lei lo è, allora mi scuso nuovamente…
Caro Gambi come ti capisco…… E cara gaara di fronte alla maleducazione e all’arroganza che ci viene imposta con prepotenza reagiamo esasperando le particolarità che ci separano come individui, è il sano istinto che la sana razionalità sa controllare per cui non ti perdere in masturbazioni mentali improprie e non fare mia processi agli umori altrui dando patenti a destra e a manca soprattutto a manca.
chi processa non sono io, caro EdS e anche se lo facessi mi comporto esattamente come il caropaologambi…dove sta quindi il problema?
le masturbazioni mentali non sono, ahimè, il mio forte (neanche quelle fisiche, se vi interessa)…
il relativismo che fai, almeno quanto me…sta già in quel “cara gaara” al femminile…..
tanta cultura per nulla….
A me “caro EdS” lo ritengo un’ironia tesa ad avvicinare e non ad allontanare e lo ritengo un approccio verbale positivo cara gaara ma vedo che tu sei eternamente sul piede di guerra……. a presto.
la guerra, purtroppo - caro EdS - , è ben altro….
e quel “eternamente” mi fa un po’ ridere…
quel “cara gaara” ancora di più, se possibile…
certo che è un tentantivo di avvicinarsi e non un’ironia fine a se stessa..
volevo solo esprimere la mia personalissima - e discutibile - opinione…alla trincea penserò domani….caroEdS
la risposta più semplice - forse - non mi era venuta…
perché sei un codardo???!!!…….
eh caro o cara gaara, invece tu sì che sei un cuor di leone a sputar sentenze nascosto nell’anonimato…
E se fosse un po’ la verità? Non ho il piacere (?) di conoscerti se non per quello che scrivi..e, ahimè, ti leggo spesso…. e fosse anche solo per questo..mi arrogo il diritto di criticarti quando ne sento il bisogno irrefrenabile….
Lasciatelo dire..se invece che precipitarti in quella splendida città d’arte e spacciatori senza arte ne parte…a scrivere questo pezzo di denuncia/piagnisteo gli avessi dato un pugno in faccia davvero…allora si, sarebbe stato diverso. Allora si, ci avresti raccontato qualcosa di vivo..
Ma non è il tuo stile, lo immagino….avrai delle spledide mani affusolate e unghie perfette…
Non è il tuo stile…e non badar al mio nome che in questa sede davvero poco importa…se te lo dico che fai?
mi vieni a prendere a casa?…non credo, dai….
Il fatto è, che sei perfetto così…e questo basta…