RITORNO AL MATRIARCATO?
// maggio 21st, 2009 // Articoli, Uomini, SVEGLIA!
Le donne hanno vinto. Lo dichiaro da maschio, già coinvolto in un tentativo di partecipare alla guerra in corso. In quella guerra continua e sotterranea, radicata nella metafisica e proiettata nella più concreta quotidianità, in cui il maschile e il femminile si confrontano e si scontrano, i maschi hanno finito per soccombere spalancando i cancelli del potere femminile. È già una realtà, ci siamo dentro, e siamo costretti a farcene una ragione. Il problema è che uomini e donne vivono due universi di senso complementari e paralleli, che in quanto tali non comunicano fra loro. Sono due linguaggi che non si comprendono, due dimensioni senza punti di tangenza. Sin qui la storia conosciuta ci ha raccontato di una umanità fondata sulla razionalità maschile e su essa consolidata nei millenni. Una razionalità maschile che si è fatta legge e diritto nel regolare i conflitti interpersonali, che si è fatta mercato nel regolare l’interscambio di beni e servizi, che si è fatta filosofia nello spiegare la realtà. Una razionalità maschile che ha codificato nei millenni un complesso di valori insindacabili universalmente condivisi: vita, libertà, diritto alla ricerca della felicità. Una razionalità maschile che ha creato il nucleo primo della società nella famiglia. Di questo anche le femministe si lamentano sempre: la storia l’hanno fatta gli uomini. Poi c’è stato il femminismo, con l’ingresso attivo delle donne nella società e nel mercato. E con il repentino sgretolarsi del principio patriarcale, in trent’anni sono stati messi in discussione equilibri plurimillenari. Ognuna di queste donne emancipate che è entrata da protagonista in quel mondo costruito dagli uomini si è fatta portatrice di sé, della propria identità femminile, della propria visione del mondo. E per la prima volta nella storia le strutture fondate dal maschile sono state conquistate dalle donne, e improvvisamente, e logicamente, declinate al femminile. Tutto ciò che sin qui è stato è messo in profonda discussione, in una nuova umanità il cui timone e saldamente stretto da mani femminili. Il mondo, in una parola, è oramai indirizzato verso il feminocentrismo. Un mondo cioè riprogrammato ad uso e consumo delle donne, secondo i loro archetipi, i loro modelli, il loro universo. Famiglia, diritto, mercato, identità. Libertà, giustizia, onore, verità. Concetti destinati – già ora – ad un radicale ripensamento nel linguaggio dell’universo femminile. E gli uomini che fanno? Impotenti attori della guerra che ha visto trionfare le donne rimangono ora incastrati fra il ruolo di “mammi” a tempo pieno e la frustrazione di essere ogni giorno maggiormente scalzati dalle donne nei posti di lavoro, nei seggi dei Parlamenti, nelle posizioni in cui si prendono decisioni. Anche all’interno della famiglia, destinata comunque in questo orizzonte a disgregarsi. Molti di questi maschi si adattano. Alcuni partecipano della libertà delle donne, dedicandosi finché il fisico lo permette al libertinaggio; altri più o meno scientemente si adattano al potere femminile, e ci si sottomettono; altri ancora cercano strade sentimentali che non portino fra le braccia di una donna. Anche gli uomini stanno cambiando, con il sottofondo delle lamentele delle donne che si lamentano se di fronte all’emergere del matriarcato e del potere alle donne non ci sono più uomini di una volta.
Il tutto con la benedizione propulsiva dell’ideologia femminista incarnata nei ministeri e negli assessorati alle “pari opportunità”, con un massiccio sostegno mediatico e letterario, e oramai anche dell’ignara opinione comune. È il ritorno del matriarcato. Che cosa ci aspetta?
2 Responses to “RITORNO AL MATRIARCATO?”
Leave a Reply
You must be logged in to post a comment.

Sì, anch’io mi sono arreso al potere femminile. Speriamo almeno che i prigionieri di guerra siano trattati secondo la Convenzione di Ginevra…
Leggi qualcosa in più sul matriarcato. E’ molto interessante.
E soprattutto non credo che l’uomo sia scalzato nel mondo del lavoro e in parlamento… siamo ancora lontane da un traguardo che ci permetta di vivere in pace gli uni con le altre.
Un saluto