
Il pastore cristiano curdo Nihad Hassan è stato arrestato in Siria con l’accusa di aver diffuso contenuti ritenuti offensivi nei confronti dell’Islam. Secondo quanto riportato da fonti di stampa e da rappresentanti della sua Chiesa, la detenzione sarebbe collegata all’esercizio della libertà di espressione e della libertà religiosa.
La libertà di professare la propria fede, di esprimere le proprie convinzioni e di non essere incarcerati per le proprie opinioni costituisce un diritto umano fondamentale, riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e dal Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici.
Per questo chiediamo un intervento delle istituzioni italiane, europee e internazionali affinché il caso del pastore Nihad Hassan non venga dimenticato.
Chiediamo al Governo italiano, attraverso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, di utilizzare tutti i canali diplomatici disponibili per chiedere chiarimenti alle autorità siriane, verificare le condizioni di detenzione del pastore Nihad Hassan e adoperarsi per ottenerne la liberazione qualora sia detenuto esclusivamente per l’esercizio pacifico della propria fede o della libertà di espressione.
Chiediamo all’Unione europea, e in particolare all’Alta Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, al Servizio Europeo per l’Azione Esterna (SEAE), al Rappresentante Speciale dell’UE per i Diritti Umani e alla Sottocommissione per i Diritti Umani (DROI) del Parlamento europeo, di portare il caso del pastore Nihad Hassan all’attenzione delle autorità siriane, di monitorarne gli sviluppi e di ribadire che il rispetto della libertà di religione o di credo, della libertà di espressione e delle garanzie del giusto processo costituisce un elemento essenziale del dialogo tra l’Unione europea e la Siria.
Chiediamo alle Nazioni Unite, e in particolare al Relatore Speciale sulla libertà di religione o di credo e all’Alto Commissario per i Diritti Umani, di monitorare il caso, richiedere informazioni ufficiali e promuovere il pieno rispetto delle garanzie previste dal diritto internazionale.
Chiediamo al Parlamento italiano e al Parlamento europeo di promuovere interrogazioni e iniziative affinché il caso riceva la necessaria attenzione politica e diplomatica.
La tutela della libertà religiosa non riguarda soltanto i cristiani. È una libertà fondamentale che protegge ogni persona, qualunque sia la sua fede o le sue convinzioni.
Per questo invitiamo tutti coloro che credono nella dignità umana, nella libertà di coscienza e nello Stato di diritto a firmare questa petizione e a chiederne la più ampia diffusione.
La libertà religiosa è un diritto universale. Nessuno dovrebbe essere incarcerato per aver professato pacificamente la propria fede o espresso le proprie convinzioni.
UNISCITI ALLA PETIZIONE!