MANIFESTO DI UN’ALBA FUTURISTA

di Paolo Gambi

Qui inizia il postcontemporaneo

  1. Noi vogliamo cantare l’amor della Bellezza, l’abitudine alla Verità e alla Giustizia.
  2. Il mondo dei nostri padri si è liquefatto, una potente fase alchemica oscura ha abbattuto pezzo dopo pezzo ogni torre della civiltà.
  3. Noi siamo quelli rimasti in piedi fra le rovine.
  4. In questa notte buia siamo i primi ad aver visto l’alba.
  5. Siamo circondati dal morbo che trasforma le masse in strumenti inconsapevoli che perpetuano questa dissoluzione.
  6. Assaporiamo la bellezza delle sempre nuove scoperte tecnologiche, con la consapevolezza che nessuno strumento è neutro. Dall’incontro tra noi umani e il prodotto del nostro ingegno faremo nascere una nuova civiltà forte, sana e magnifica.
  7. Vogliamo far risorgere le carcasse dei musei, ridare vita alle ossa dell’arte, donare sangue alle memorie materiche decomposte che cercano significato nel presente.
  8. Ci libereremo dalle incrostazioni ideologiche che impediscono all’anima di incarnarsi nella materia.
  9. Rifuggiamo l’idea collettiva di massa, esaltiamo lo spirito personale dell’individuo che si incastona armonioso nell’identità dei popoli.
  10. Combattiamo per la pace per danzare l’ossimoro dell’esistenza.
  11. Apriamo l’antica e sempre nuova era bianca della sacralità dell’arte e della vita..

È dall’Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto, senza violenza né rivoluzione. La nostra è sacra evoluzione.
Recise le catene arrugginite del passato, torniamo a nutrirci nella vena pulsante della tradizione.
Facciamo esplodere tutte le bolle in cui stagnano parziali verità e travolgiamo il cosmo con l’oggettività della Verità e della Bellezza.
Solleviamo le palpebre per trafiggere di luce i filtri manichei e spezziamo la scacchiera in bianco e nero per tornare a donare al mondo i colori.
Le arti, la musica, i mezzi di comunicazione tornino a essere porte che si aprono sul mistero dell’eterno. A che serve l’arte, a che serve l’attività umana se non trasmuta ogni istante in un attimo di eternità? A che serve vivere se non si trasforma l’inutile finito in frammento di infinito?
L’Italia è anziana, ma da oggi alza la testa per ritrovare il sangue della sua giovinezza futura.
Torneremo a essere madri e padri di un futuro bellissimo.
Ritti sulla cima del mondo, noi ci inchiniamo, una volta ancora, alla magnificenza delle stelle!…

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