di Paolo Gambi
Qui inizia il postcontemporaneo
- Noi vogliamo cantare l’amor della Bellezza, l’abitudine alla Verità e alla Giustizia.
- Il mondo dei nostri padri si è liquefatto, una potente fase alchemica oscura ha abbattuto pezzo dopo pezzo ogni torre della civiltà.
- Noi siamo quelli rimasti in piedi fra le rovine.
- In questa notte buia siamo i primi ad aver visto l’alba.
- Siamo circondati dal morbo che trasforma le masse in strumenti inconsapevoli che perpetuano questa dissoluzione.
- Assaporiamo la bellezza delle sempre nuove scoperte tecnologiche, con la consapevolezza che nessuno strumento è neutro. Dall’incontro tra noi umani e il prodotto del nostro ingegno faremo nascere una nuova civiltà forte, sana e magnifica.
- Vogliamo far risorgere le carcasse dei musei, ridare vita alle ossa dell’arte, donare sangue alle memorie materiche decomposte che cercano significato nel presente.
- Ci libereremo dalle incrostazioni ideologiche che impediscono all’anima di incarnarsi nella materia.
- Rifuggiamo l’idea collettiva di massa, esaltiamo lo spirito personale dell’individuo che si incastona armonioso nell’identità dei popoli.
- Combattiamo per la pace per danzare l’ossimoro dell’esistenza.
- Apriamo l’antica e sempre nuova era bianca della sacralità dell’arte e della vita..
È dall’Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto, senza violenza né rivoluzione. La nostra è sacra evoluzione.
Recise le catene arrugginite del passato, torniamo a nutrirci nella vena pulsante della tradizione.
Facciamo esplodere tutte le bolle in cui stagnano parziali verità e travolgiamo il cosmo con l’oggettività della Verità e della Bellezza.
Solleviamo le palpebre per trafiggere di luce i filtri manichei e spezziamo la scacchiera in bianco e nero per tornare a donare al mondo i colori.
Le arti, la musica, i mezzi di comunicazione tornino a essere porte che si aprono sul mistero dell’eterno. A che serve l’arte, a che serve l’attività umana se non trasmuta ogni istante in un attimo di eternità? A che serve vivere se non si trasforma l’inutile finito in frammento di infinito?
L’Italia è anziana, ma da oggi alza la testa per ritrovare il sangue della sua giovinezza futura.
Torneremo a essere madri e padri di un futuro bellissimo.
Ritti sulla cima del mondo, noi ci inchiniamo, una volta ancora, alla magnificenza delle stelle!…