Appello alle istituzioni italiane per la difesa della libertà religiosa e delle comunità cristiane in Nigeria

In Nigeria migliaia di cristiani vengono uccisi, rapiti o costretti ad abbandonare le proprie case. Chiediamo alle istituzioni italiane di non restare in silenzio e di utilizzare tutti gli strumenti diplomatici a loro disposizione per difendere la libertà religiosa e la sicurezza delle comunità cristiane nigeriane.
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Al Presidente della III Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati
Al Presidente della 3ª Commissione permanente Affari Esteri e Difesa del Senato della Repubblica
La situazione della libertà religiosa e della sicurezza delle comunità cristiane in Nigeria è da anni motivo di grave preoccupazione internazionale.
La Nigeria è oggi al settimo posto della World Watch List 2026 di Open Doors, con un livello di persecuzione classificato come estremo. Secondo la stessa organizzazione, nel periodo preso in esame sono stati uccisi 3.490 cristiani nigeriani, su 4.849 cristiani uccisi complessivamente nel mondo. La Nigeria è inoltre uno dei soli tre Paesi della World Watch List 2026 ad avere ottenuto il punteggio massimo nella componente relativa alla violenza. (opendoors.org)
Non si tratta soltanto di una questione di statistiche.
Nel nord e nel Middle Belt del Paese, comunità cristiane sono state colpite da massacri, incursioni armate, rapimenti, distruzione di abitazioni e luoghi di culto e sfollamenti. Organizzazioni jihadiste islamiche come Boko Haram/JAS e Islamic State West Africa Province (ISWAP) continuano a rappresentare una minaccia concreta.
La stessa United States Commission on International Religious Freedom (USCIRF) ha denunciato nel 2026 il deterioramento delle condizioni della libertà religiosa in Nigeria, rilevando come il governo continui a non prevenire adeguatamente, non investigare o non perseguire efficacemente numerosi episodi di violenza religiosa commessi da attori non statali. La Commissione raccomanda inoltre da anni che la Nigeria sia considerata un Country of Particular Concern per le gravi violazioni della libertà religiosa. (Libertà Religiosa Internazionale)
Particolarmente drammatica è la situazione nel Middle Belt, dove la violenza tra comunità di pastori e agricoltori ha assunto anche una crescente dimensione religiosa ed etnica. Una recente comunicazione degli esperti delle Nazioni Unite ha richiamato l’attenzione su uccisioni di civili, distruzione di abitazioni, chiese, scuole e strutture sanitarie, nonché sulla distruzione di terreni agricoli e riserve alimentari. La stessa comunicazione sottolinea tuttavia che il fenomeno è alimentato da una combinazione di fattori, tra cui debolezza delle strutture di sicurezza, pressioni climatiche, cattiva governance, corruzione, tensioni etniche e religiose, impunità e proliferazione delle armi. (Rapporti di Comunicazione SP)
Il 13 giugno 2025, nel villaggio di Yelwata, nello Stato di Benue, un attacco provocò circa 150 vittime. Nel febbraio 2026 le autorità nigeriane hanno formalizzato accuse di terrorismo nei confronti di nove persone ritenute coinvolte nella strage. L’attacco colpì anche persone sfollate che avevano trovato rifugio presso una missione cattolica. (Reuters)
Questi episodi non rappresentano fatti isolati. La violenza produce un progressivo svuotamento di intere comunità: famiglie costrette a fuggire, villaggi abbandonati, luoghi di culto distrutti e persone rapite per ottenere riscatti o sottoposte a violenze e intimidazioni.
Secondo Open Doors, i cristiani nigeriani continuano a essere costretti a lasciare le proprie case e le proprie terre ancestrali a causa della violenza degli estremisti islamici nel nord del Paese. (opendoors.org)
È necessario, tuttavia, ribadire che la tutela dei cristiani non deve essere posta in contrapposizione alla tutela dei musulmani e delle altre comunità religiose nigeriane. La violenza colpisce infatti anche musulmani e altre popolazioni civili. Proprio per questo la risposta della comunità internazionale deve avere come obiettivo la difesa della libertà religiosa, della vita umana e dello Stato di diritto, con particolare attenzione alle comunità cristiane che risultano tra quelle maggiormente esposte.
L’Unione Europea ha riconosciuto che la Nigeria presenta una situazione di insicurezza sistemica che colpisce anche individui, comunità e luoghi di culto cristiani e ha ribadito che la libertà di religione o credo costituisce una priorità strategica dell’azione europea. (Parlamento Europeo)
L’Italia, inoltre, non parte da zero.
La Farnesina ha storicamente considerato la libertà religiosa una priorità della politica estera italiana e già nel 2012 aveva promosso iniziative specifiche in sede europea e internazionale proprio in relazione alle violenze contro i cristiani in Nigeria. L’allora Ministero degli Esteri definiva la tutela delle minoranze religiose e la promozione della libertà di culto una priorità qualificante della politica estera italiana. (Ministero degli Affari Esteri)
È dunque necessario che quella tradizione diplomatica venga rilanciata di fronte alla nuova escalation della violenza.
Chiediamo che l’Italia:
1. Condanni pubblicamente e con fermezza ogni attacco contro cristiani, musulmani e altre comunità religiose in Nigeria, con particolare attenzione agli omicidi, ai rapimenti, alle persecuzioni e agli attacchi contro chiese, missioni, scuole e villaggi cristiani.
2. Ponga la tutela della libertà religiosa e della sicurezza delle comunità cristiane tra le priorità del dialogo bilaterale dell’Italia con il Governo nigeriano, chiedendo alle autorità di garantire concretamente il diritto alla vita, alla sicurezza e alla libertà di culto.
3. Chieda al Governo nigeriano maggiore efficacia nella prevenzione della violenza, nella protezione delle popolazioni vulnerabili e nell’investigazione degli attacchi, affinché i responsabili di massacri, rapimenti e persecuzioni siano identificati e assicurati alla giustizia.
4. Promuova un’iniziativa in sede europea e presso le Nazioni Unite per rafforzare il monitoraggio della libertà religiosa e della violenza contro le comunità religiose in Nigeria, con particolare attenzione alle aree del nord e del Middle Belt.
5. Solleciti un’azione internazionale contro Boko Haram, ISWAP e gli altri gruppi terroristici e armati responsabili di attacchi contro la popolazione civile e contro luoghi di culto, utilizzando gli strumenti diplomatici, finanziari e giudiziari disponibili a livello internazionale.
6. Sostenga concretamente le comunità cristiane colpite dalla violenza, attraverso programmi di cooperazione, assistenza umanitaria, ricostruzione di abitazioni e luoghi di culto, sostegno agli sfollati e protezione delle comunità che intendano rimanere nelle proprie terre.
7. Promuova il diritto al ritorno e alla ricostruzione per le popolazioni cristiane costrette ad abbandonare i propri villaggi, affinché la violenza non produca una progressiva cancellazione della loro presenza storica in vaste aree del Paese.
8. Rafforzi il monitoraggio italiano ed europeo della situazione della libertà religiosa in Nigeria, mantenendo un confronto diretto con le Chiese locali, le organizzazioni della società civile e le comunità direttamente colpite dalla violenza.
La Nigeria non è un Paese marginale per la comunità internazionale.
È il Paese più popoloso dell’Africa e ospita una delle più grandi popolazioni cristiane del continente. La crisi della sicurezza nigeriana rischia pertanto di trasformarsi in una crisi regionale con conseguenze umanitarie, migratorie e geopolitiche ben oltre i confini nazionali.
Difendere i cristiani nigeriani non significa ignorare le vittime di altre religioni o trasformare una tragedia complessa in uno scontro confessionale.
Significa riconoscere che la libertà religiosa è un diritto universale e che nessuna persona dovrebbe essere uccisa, rapita, espulsa dalla propria casa o privata della possibilità di professare la propria fede.
L’articolo 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani riconosce a ogni individuo il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione.
Quando questo diritto viene sistematicamente minacciato, la comunità internazionale non può limitarsi a registrare le vittime.
Deve agire.
Chiediamo pertanto al Governo e al Parlamento italiani di utilizzare tutti gli strumenti diplomatici, politici e di cooperazione internazionale a disposizione dell’Italia affinché la protezione della libertà religiosa e delle comunità cristiane nigeriane torni a essere una priorità concreta dell’azione internazionale italiana ed europea.
Perché il silenzio davanti alla persecuzione non è neutralità.
E perché difendere la libertà religiosa significa difendere la dignità di ogni essere umano.
Fonti
Open Doors – World Watch List 2026
Nigeria al 7° posto della classifica mondiale per persecuzione dei cristiani; dati sulla violenza e sulle vittime cristiane nigeriane. (opendoors.org)
Open Doors – World Watch List 2026: Trends
Dati globali e regionali sulla violenza contro i cristiani; 3.490 cristiani nigeriani uccisi nel periodo di riferimento. (opendoors.org)
United States Commission on International Religious Freedom – Nigeria Country Update
Documentazione sulle gravi condizioni della libertà religiosa, sulla violenza di Boko Haram/JAS, ISWAP e altri attori non statali e sulle carenze nella risposta dello Stato. (Libertà Religiosa Internazionale)
USCIRF – Nonstate Violators of Religious Freedom in Nigeria: Fulani Militants, 8 maggio 2026
Analisi della violenza perpetrata da gruppi militanti di matrice Fulani e delle sue conseguenze sulle comunità religiose. (Libertà Religiosa Internazionale)
USCIRF – Annual Report 2026
Valutazione delle condizioni della libertà religiosa in Nigeria e delle carenze nella prevenzione e nella persecuzione dei responsabili della violenza. (Libertà Religiosa Internazionale)
Nazioni Unite – Special Procedures, comunicazione sulla Nigeria, 2026
Violenza nel Middle Belt, uccisioni di civili, distruzione di abitazioni, chiese, scuole e altre infrastrutture; analisi dei molteplici fattori alla base del conflitto. (Rapporti di Comunicazione SP)
European Union Agency for Asylum – Nigeria: Country Focus, gennaio 2026
Informazioni sulla situazione dei cristiani e sulla libertà religiosa in Nigeria. (European Union Agency for Asylum)
Parlamento Europeo – Parliamentary Question E-003845/2025
Interrogazione sulla persecuzione dei cristiani in Nigeria e sulla necessità di rafforzare i meccanismi diplomatici e di protezione europei. (Parlamento Europeo)
Commissione Europea – risposta all’interrogazione E-003845/2025
Riconoscimento dell’insicurezza sistemica in Nigeria che colpisce anche individui, comunità e luoghi di culto cristiani; indicazione della libertà religiosa come priorità strategica dell’UE. (Parlamento Europeo)
Reuters – Nigeria charges nine with 2025 massacre that killed 150, 2 febbraio 2026
Procedimenti giudiziari relativi alla strage di Yelwata del giugno 2025. (Reuters)
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