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Capitolo X Monserrato

Capitolo X

Monserrato

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‘Monserrato’. Quella parola, raccolta nei segreti del mare, mi si è piantata nella mente. Stavo pensando di dover andare in Sardegna nella città di Monserrato, o addirittura a Barcellona al monastero di Monserrat. Ma è bastata una veloce ricerca sullo smartphone per scoprire che esiste un piccolo monastero abbandonato all’isola d’Elba, vicino a Porto Azzurro, che si chiama proprio Monserrato. Ho preso la macchina e sono arrivato alle pendici della montagna su cui è incastonato questo luogo dello spirito. Tutto intorno a me c’è una natura selvaggia che fa incontrare i sapori del Mediterraneo, con la sua vegetazione, con le altitudini della montagna, con le sue capre selvatiche che fanno sentire i propri belati come tetri presagi. Ho camminato lungo la via crucis scoscesa e abbandonata per un po’, come se avessi addosso gli occhi di qualcuno, finché sono arrivato in cima. Si intuisce che qui doveva esserci stata una piccola comunità di monaci in tempi lontani ma ora c’è solo la memoria del tempo e la natura che lotta per riprendere i suoi spazi. Sono entrato nella penombra del porticato antistante e poco oltre, seduta sotto l’ombra degli alberi, c’era lei. Quella figura che mi era apparsa così chiaramente mentre stavo affogando negli abissi marini. Ho riconosciuto subito quel viso su cui era scolpita la memoria della storia. Mi ha guardato, mi ha sorriso, e con una voce arrivata dalle profondità del tempo mi ha detto: ‘Finalmente sei arrivato. Ti stavo aspettando’.

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