L’origine della nigredo

L’origine della Nigredo

L'origine della nigredo

Il cambiamento inizia qui, dalla putrefazione

fine e inizio

una foglia marcisce – darà vita a nuovi germogli

brucia la foresta – ceneri per nuova vita

decade una civiltà – lascerà spazio per quella successiva

in alchimia si chiama nigredo, opera al nero

un meccanismo fatto apposta per sciogliere, liquefare e rendere tutto un indistinto putrefatto 

Come oggi

l’Occidente come lo immaginiamo ha un processo di putrefazione che parte molto lontano, in secoli perduti nella memoria

e la sua arte e la sua letteratura e la sua poesia sono state specchi del processo e profezie di ciò che stava per avvenire

In principio era l’unità, l’Uno, indistinto

la Cristianità – sogno mai esistito, Regni e Imperi intrisi a loro volta di nostalgia per la memoria leggendaria dell’antico Impero romano

il desiderio dell’Uno teneva insieme un mondo polverizzato in realtà minuscole, contee, ducati, città stato, identità che cambiavano ogni chilometro

ogni mosaico è fatto di tessere

gli eroi combattevano per questo mosaico che rappresentava l’Uno, l’Arte si faceva ponte per il Tutto

mondo ideale, età dell’oro di una civiltà mai esistita, l’Occidente

– l’Oriente si era già fatto un Tutto proprio nella dimenticata Costantinopoli

poi qualcuno ha rotto l’Uno

Martin Lutero

progenitore della nigredo

lui ha spezzato l’unità dell’Occidente, la cristianità si è ritrovata con due facce

era il 1517

sono lenti i processi, ma inesorabili

figli di questa rottura luterana furono i puritani, dalle loro lotte è germogliata la prima vera rivoluzione occidentale, quella inglese, quella che quasi dimentichiamo

1649, data simbolica, per la prima volta nella storia un Re viene processato e giustiziato, prendono il potere i puritani, prende il potere Oliver Cromwell

fra questi puritani ne emerge uno, fa il ministro, John Milton

1667, John Milton pubblica un libro che rivoluzionerà i cuori degli occidentali, anche di quelli che non lo hanno letto, anche di quelli che non sanno neppure chi sia

Paradiso Perduto

racconta la storia di Adamo ed Eva

ma la figura di Dio e del Cristo sono deboli, finte, prive di spirito, il diavolo invece è il personaggio più interessante di tutto il suo poema, il diavolo è in realtà il nuovo eroe, l’archetipo dell’uomo rivoluzionario, perché si è ribellato contro Dio padre, contro il creatore

  • prima di lui Tasso nel Concilio infernale, da cui trasse ispirazione

è un diavolo nuovo, un diavolo che raccoglie le tradizioni del medioevo e delle scritture apocrife, ma è un diavolo che sembra incarnare la vicenda di Lutero

“Meglio regnare all’Inferno che servire in Cielo”, si può riassumere così il motto del nuovo eroe

l’affermazione più satanica che si possa immaginare

il riassunto più efficace della dinamica luterana che si possa concepire

non è un caso se Paul Klee, nel 1920, dipingerà un acquerello, Angelus Novus, Angelo nuovo, che più che un angelo del cielo sembra un diavolo – come altri che farà – con le zampe da gallina e il volto che sembra ricalcato su quello del Bafometto di Eliphas Levi

e Klee sovrappone, fa aderire questo acquerello a un altro dipinto, lo abbiamo scoperto solo nel 2015, questo angelo-diavolo copre in realtà un ritratto di Martin Lutero

l’eroe diventa antieroe e viceversa

William Blake raccoglierà dalle teorie gnostiche, e dalla sua follia, i mattoni per costruire un pensiero, Dio è il cattivo, Lucifero il buono perché si è ribellato al creatore

un mondo ribaltato

l’eroe di questo mondo ribaltato verrà installato nella letteratura dal romanticismo, con masnadieri, pirati, fuorilegge che diventano eroi

Lord Byron, il geniale Lord Byron, il genio che si definiva “avatar di un ’angelo caduto”, nasconderà il diavolo di Milton dietro i suoi eroi, seppellendone il nome ma mantenendone la forma

gli spazi della narrazione sono invasi di angeli caduti e forgiano nuove estetiche

come quella dei preraffaeliti e di Dante Gabriel Rossetti, che influenzerà tutta l’estetica anglosassone successiva

l’opera di David Lynch, per esempio, ne è figlia prediletta

ma in queste estetiche è coinvolta anche quella del teosofista William Butler Yeats

la rivoluzione inglese di cui parlavamo, che culminerà nel 1688, darà energie alle forze che volevano instaurare un nuovo Occidente

De Sade, il satanico Marchese De Sade, ha quasi certamente letto Milton

De Sade, il satanico Marchese De Sade prima di tanti altri ha scritto una nuova antropologia, ha forgiato il nuovo eroe umano nella superbia del satana di Milton,

“Io dico che un uomo deve tutto osare, e che non vi è altro limite alle sue volontà che quelli imposti dalla natura”

è anche con queste acque che sono germogliate le altre due rivoluzioni, entrambe figlie di quella inglese

la rivoluzione americana, aveva fra i suoi padri anche Thomas Paine, il satanista Thomas Paine che faceva parte del circolo satanico dell’editore Johnston di Londra

questo non fa dell’America una nazione più satanica dell’Europa

ma l’aspetto più oscuro dell’America, il suo lato più deteriore e la sua degenerazione hanno la radice qui

e così arriverà, molto più avanti, lo svuotamento dell’arte di ogni sua dimensione trascendente e spirituale, il geniale Andy Warhol la considererà semplice “business art” e le darà come confine la semplice logica capitalistica

ma sarà anche la rivoluzione francese a portare l’Occidente in un’altra dimensione, e fra i suoi figli ci sarà la lotta marxista e le sue influenze sugli artisti, dovremo certamente parlarne

dall’incontro fra l’Inghilterra rivoluzionaria, la neonata massoneria e la Francia rivoluzionata nascerà il revival occultista ottocentesco

la Francia ha perso la sua religione, se ne costruisce una nuova

Eliphas Levi, un nome sconosciuto ai più, ma tutti ci portiamo dentro un pezzo di lui

lui raccolse l’eredità di Blake e il ribaltamento dei ruoli, lui ridiede un volto al diavolo vittorioso della rivoluzione, chiamandolo “Bafometto”

e lui influenzerà in modo irreversibile Baudelaire

il geniale Baudelaire, per primo in poesia ha celebrato il diavolo come un Dio, pregandolo

  • ci aveva provato Leopardi, ma non aveva mai pubblicato il suo inno a Arimane

Baudelaire influenzerà molta parte dell’arte visiva e della letteratura francese successiva,

Breton nel suo manifesto surrealista fa esplicito riferimento a lui

e poi Madame Blavatsky

Eléna Petróvna von Hahn, coniugata Blaváckij

lei raccolse l’eredità di Blake e di De Sade e di Eliphas Levi e organizzò una nuova religione, la teosofia, 

la sua rivista era dedicata a Lucifero

lei ebbe tantissimi figli spirituali

tra questi Gaugin, il geniale Gaugin, che portò a conseguenze morali la nuova religione e quindi celebrò la pedofilia

ma figli suoi e di tutto questo processo 

  • con quale grado di consapevolezza è difficile da dire

sono gli avanguardisti

l’ultimo stadio di questa lunga nigredo

Marinetti, Picasso, Kandinskij e Duchamp

ma invece di segnare il cammino per la fine della nigredo e l’inizio dello stadio alchemico successivo, l’albedo, è successo qualcosa


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