L’Apocalisse dell’Albedo

L’albedo è un’alba
-Opera al bianco, per gli alchimisti
germoglia implacabile nella notte scura
si possono nascondere i primi raggi e far credere a tutti che la notte sarà infinita
poi arriva comunque inesorabile il giorno
ora arriva il giorno
ora arriva l’apocalisse
apocalisse, una parola bellissima
una parola intrisa di saggezza greca
togliere il velo, significa
ogni giorno l’alba toglie il velo dell’oscurità dalla terra e il buio si rivela solo anticamera della luce
non è più disperato e senza senso
ogni molecola di buio prende senso nell’attesa della luce
solo quando si innesca l’albedo si capisce che la nigredo era un passaggio indispensabile
ho odiato Marinetti, ho odiato Duchamp, ho odiato Picasso e ho odiato Kandinskij
genialità a servizio del buio
geni votati alla distruzione, profeti e padri del liquame contemporaneo
ora ho visto la luce e solo ora capisco che Marinetti e Duchamp e Picasso e Kandinskij erano solo anticamera di ciò che stava nascendo
erano la mano sinistra di D-o
amo Marinetti, amo Duchamp, amo Picasso e amo Kandinskij
tessere pungenti di un mosaico infinito
ora ho visto la luce e solo ora capisco che il buio è indispensabile perché ci sia la luce, il male è il complementare necessario del bene, il diavolo è la mano sinistra di D-o
l’alba per me è fatta di parole
quelle dei salmi che inneggiano al mistero del Signore
mi hanno salvato dai miei abissi
-apocalissi nei miei abissi
parole di salmi sospesi fra il cielo e la terra, appese alle nuvole da profeti poeti e mistici
mi ci sono aggrappato e mi sono ritrovato qui, nell’eterno
l’albedo del postcontemporaneo inizia nell’istante in cui emerge, gradualmente, la consapevolezza di cosa sia “contemporaneo”
di cosa sia fatto il presente occidentale in cui viviamo
le sue fondamenta più profonde, i suoi archetipi luciferini, i suoi istinti autodistruttivi, il suo rigetto della Bellezza
buio, buio pesto, liquido e meccanico
eppure è in quel buio che covavano i semi del futuro
di un futuro di luce e splendore, di rinascita e Rinascimento
sì, Rinascimento, il presente dell’Occidente si chiama anche Rinascimento
il Rinascimento nasce dalle ceneri
ceneri che parlano latino
Surgit ab undis clara dies, argentea luce,
Dum cycnus cantat per vada sacra sonans
Candida rosa nitet, matutino rore madescens,
Purgatrix animae, sicut amoena dies
Resurgunt umbrae, fugiunt ad Tartara noctes,
Et nivea in caelis alba columba volat
Per tenebras lucet divini luminis ardor,
Dum nova lux mundi, stella serena, micat
Sorge dalle onde un giorno chiaro, di luce argentea,
mentre un cigno canta, risuonando per acque sacre.
Una rosa bianca risplende bagnata dalla rugiada mattutina,
Purgatorio dell’anima, come una giornata incantevole
Si alzano le ombre, fuggono le notti nel Tartaro,
E una colomba bianca vola nei cieli candidi
Attraverso le tenebre risplende l’ardore della luce divina,
Mentre la nuova luce del mondo, la stella serena, risplende

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