Marinetti, l’avanguardista delle avanguardie

Il primo geniale avanguardista è Filippo Tommaso Marinetti, nel 1909 pubblicò il manifesto del Futurismo
futurismo, avanguardia di tutte le avanguardie
Marinetti rifiutò il passato e gettò l’arte verso il futuro
in modo profetico diede una scossa potente a un mondo che traballava
Marinetti è una delle figure più affascinanti di quel periodo
Marinetti è una delle figure più occultate di quel periodo
era fascista
lo è stato quasi sempre, fino alla morte
poche ore prima di morire scrisse un’ultima poesia
“Quarto d’ora di poesia della X Mas”
la cultura italiana antifascista del Dopoguerra non riuscì ad accettarlo, è stato completamente oscurato
di Marinetti spesso i manuali ricordano che era fascista, che parlava della guerra come “sola igiene del mondo”, ricordano la sua espressione “disprezzo della donna”
e intanto dimenticano per esempio di menzionare che fu il primo degli avanguardisti, che fu pioniere della multidisciplinarità, dimenticano che senza il futurismo le altre avanguardie avrebbero preso altre strade, dimenticano che fu lui a fare dell’artista un attivista, dimenticano come rivoluzionò il linguaggio un decennio prima di Joyce
a distanza di tanti decenni possiamo dire, con libertà, che è stato uno dei più grandi geni della sua era
possiamo dire che Filippo Tommaso Marinetti è stato un grande Maestro dell’ultima fase della nigredo occidentale
c’era esoterismo nascosto in quello che faceva
l’anima oscura di Parigi ha influenzato molti
velocità, elettricità, industria, profezie dei tempi che verranno
linguaggi umani che si mischiano a quelli delle macchine
tentazioni, provocazioni, accelerazioni
creazioni, decostruzioni
e Marinetti, lasciatemelo credere, sapeva benissimo quello che stava facendo, sapeva benissimo di essere parte del meccanismo alchemico della nigredo, aveva consapevolezza che per ricostruire bisognava distruggere e quella era l’epoca in cui bisognava distruggere
alla fine consapevolezza, di questo grande distruttore, di appartenere a qualcosa di più grande
“Non vi grido arrivederci in Paradiso che lassù vi toccherebbe ubbidire all’infinito amore purissimo di Dio mentre voi ora smaniate dal desiderio di comandare un esercito di ragionamenti e perciò avanti autocarri”

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