PROFUGHI IN CHIESA? SPERIAMO CI CONVERTANO

 

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Profughi in chiesa? Sembra proprio di sì. La Chiesa cattolica italiana sembra essere in prima fila nell’accoglienza dei profughi. E questo non ha mancato di suscitare polemiche da parte delle destre più becere.

Di fronte ad un emergenza umanitaria non si possono chiudere gli occhi. Svenderemmo millenni di civiltà se facessimo diversamente.

Detto questo ci sono varie considerazioni da fare.

La prima è semplice: va bene ospitare i profughi siriani, ma perchè loro sì e gli italiani che vivono per strada per la crisi no?

Seconda considerazione: un profugo siriano è qualcuno che viveva in Siria e che è dovuto scappare dalla propria casa per la guerra. Un senegalese, un pakistano, un qualunque africano o asiatico non è un profugo siriano. È un immigrato. Che se entra in Italia senza permesso è clandestino. In questo i media italiani hanno contribuito a fare una gran confusione chiamando tutti “profughi”. Ora che l’Europa si apre ad accogliere chi fugge dalla guerra per forza di cose dovrà chiudersi a tutto il resto. Dove possono vivere 100 persone non se ne possono mettere 1000. Per poter accogliere i profughi dovremo essere inflessibili con i clandestini.

La terza considerazione riguarda proprio i profughi in Chiesa. Ora, nell’emergenza, ci si apre ad accogliere milioni di persone di un’altra cultura ed un’altra civiltà. Ma qualcuno ha pensato come integrare questa migrazione epocale nella nostra civiltà? Il multiculturalismo europeo così come è stato pensato sino ad oggi ha fallito. Se si lasciano entrare persone e non si fa nulla per meticciarle con noi succederanno cento, mille Charlie Hebdo. Servono politiche per riuscire a mischiarci tutti in una nuova esperienza di civiltà. In questo l’idea di ospitare profughi nelle chiese e nelle case private è semplicemente geniale. Ma queste persone sono portatrici nella mente di schemi di civiltà che hanno portato precisamente alla guerra e al terrorismo. Saremo capaci di disinnescarli? E la Chiesa, che prende i profughi in chiesa, sta elaborando percorsi per fare a queste persone una proposta cristiana se non sono di Cristo, e per integrare quelli che cristiani già sono? Non ho letto nulla in proposito. Spero sia stata solo una dimenticanza dei giornalisti.

La speranza più grande è che i profughi cristiani che arrivano siano capaci di portare sangue vivo ad una Chiesa italiana stanca e svuotata di sé per il troppo potere. La speranza è che queste persone che fuggono dalla guerra siano capaci di portare ad una società incapace di guardare al futuro la voglia di sperare. La speranza è che innestare questo ramo nel tronco italiano possa servire a rinvigorire il tronco stesso. E scopriremo presto se siamo bravi giardinieri.

 

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