Vittime del terrorismo: esiste una graduatoria degli esseri umani?

Vittime del terrorismo: esiste una graduatoria degli esseri umani?

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Neanche di fronte alla morte riusciamo a sentirci uguali?

Siamo oramai entrati nell’era del terrorismo, per chi non se ne fosse accorto. Dovremo abituarci sempre più spesso a sentire notizie come “bomba”, “terrorismo”, “attentato”. E soprattutto a trovarci di fronte a vittime del terrorismo. Colpa dell’ideologia di morte per la quale si uccide in nome di Dio, e di chi non fa abbastanza per combatterla.

L’11 settembre 2001 sono morte 2974 persone, più quelle che sono rimaste impigliate in seguito in questa scia di morte. L’11 marzo 2004 sono morte 191 persone nell’attentato a Madrid. Il 7 luglio 2005 a Londra sono morte 52 persone. Il 7 gennaio 2015 12 persone sono morte nella sede di Charlie Hebdo. Il 13 novembre 2015 a Parigi sono morte 130 persone. Tutte in nome della stessa ideologia di morte. Tutte vittime del terrorismo.

E più o meno tutti abbiamo pianto, siamo stati in lutto, ci siamo scandalizzati.

Poi gli stessi terroristi ammazzano nello stesso modo 13 persone in Tunisia e nessuno dice nulla. Proprio come nessuno si è particolarmente scandalizzato pochi giorni prima degli attentati a Parigi quando a Beirut due criminiali senza Dio dell’Isis si sono fatti esplodere causando più di 40 morti. Chi ha pianto? Chi si è scandalizzato? Chi ha gridato “facciamoli tutti fuori”? In Occidente nessuno. Come nessuno ha pianto le 6 vittime nell’hotel sul Sinai. E tante altre.

Allora se i morti sono francesi tutto il mondo deve piangere. Se sono mediorientali, poveri e più lontani chissenefrega. E che dire di Boko Haram, che macella come bestie donne e bambini? Volete sapere la verità? Sono neri. E nessuno in Europa, per un razzismo sottile impiantato nel profondo, piange per loro.

Il terrorismo islamico ha fatto sino ad oggi quasi 15 mila vittime. Alcune le piangiamo. Altre le ignoriamo. Ed in questo noi occidentali tradiamo la nostra identità più profonda.

Mentre infatti il mondo mussulmano non sarà mai una civiltà “universalista”, noi lo siamo nel nostro DNA più profondo. E dovremmo mostrare come la vita umana ha lo stesso valore, che sia ammantata di pelle bianca o nera, o che sia illusoriamente circondata dai frutti del danaro oppure no. Allora sì che mostreremo come le civiltà, le ideologie e le religioni non sono tutte uguali. Uguali sono solo le vittime del terrorismo.

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