Apple evade. Il giorno in cui capirò come funzionano le tasse sarò un uomo ricco

Apple evade. Il giorno in cui capirò come funzionano le tasse sarò un uomo ricco

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Io tutti gli anni sbaglio a fare la dichiarazione dei redditi, e tutti gli anni lascio fuori qualcosa. Cento euro che mi hanno dato per una conferenza in un qualche paesino, di cui poi ho perso le carte, duecento euro per un corso, le cui certificazioni finiscono nella confusione di casa mia… Le mie miserie.

E tutti gli anni, puntualissima, l’agenzia delle entrate mi manda a casa una iper-raccomandata e mi fa pagare quello che non ho pagato più una multa. Sacrosanto, non ho nulla da obiettare.

Poi leggo sull’huffingtonpost che Apple avrebbe evaso tipo 880 milioni di euro al fisco italiano in 5 anni. Intanto complimenti, una vera azienda etica. Poi continuo a leggere e scopro che sana tutto con 318 milioni di euro. Apple evade e paga un terzo.

Prego?

Cioè, se io, povero Cristo, mi dimentico di dichiarare gli spiccioli me li richiedi tutti con gli interessi. Ma se un colosso mondiale “si dimentica” di pagare quasi un miliardo di euro tu sei a posto con un terzo? Che razza di giustizia è questa?

Se c’è una cosa che il mio sangue romagnolo non sopporta è l’ingiustizia. Se poi è perpetrata ai danni dei più deboli ho proprio una vena che mi si chiude. Mi verrebbe voglia di fare la rivoluzione. Poi la razionalità cerca di prendere il sopravvento sull’istinto romagnolo e si pone delle domande.

Allora i casi sono due. Premettendo che non capisco un tubo di tasse. Come credo la maggioranza di noi, visto quanto è complicato il tema. Ma o siamo quaglie noi, o c’è qualcosa che proprio non torna.

Sarà vero quel detto che dice: “ruba un pollo e sarai considerato un ladro. Ruba una regione e diventarai un duca”. Apple evade. Si è guadagnata un alto titolo nobiliare.

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