Libri di diete: sono in cima alle classifiche, ma ne abbiamo veramente bisogno?

Libri di diete: se guardiamo le classifiche ne troviamo sempre ai primi posti. Diete e ricette. Ricette della nonna, della zia, del vip uscito dal Grande Fratello. Libri che rimangono in vetta ai più venduti per settimane, mesi, anni. Libri che prendono il posto di romanzi, manuali e trattati.

E libri di diete: la dieta vegetariana, vegana, crudista fruttariana, senza glutine, dei gruppi sanguigni, la paleodieta, la dieta del guerriero, e chi più ne ha più ne metta.
Ma abbiamo davvero bisogno di tutte queste diete? Siamo così grassi, deperiti o malati?

Probabilmente no. Ma per un qualche motivo di psicologia di massa si è innescato il meccanismo per cui un libro sul cibo vende. E quindi tutti gli editori non fanno altro che sfornarne.

Strano pensare a questo in Italia. Proprio in Italia, il Paese conosciuto in tutto il mondo per il suo buon cibo e la sua cultura gastronomica. Sarà che le nostre nonne hanno smesso di insegnare alle proprie figlie come si cucina, e quindi anche quella conoscenza se l’è mangiata internet. E quindi ci sentiamo un po’ costretti a trovare le risposte sui libri, più o meno ben confezionati.

Perché purtroppo i libri di ricette sono la prova che oggi ciò che è scritto su un libro può non valere molto più di ciò che è scritto su un sito internet.

Però è curioso pensare come il mondo dei libri, che potrebbe esprimere picchi letterari ed artistici anche altissimi, si sia fatto avviluppare da tutte queste parole e questi pensieri dal sapore gastronomico.

Un tempo ci furono grandi successi, come il famoso libro di Pellegrino Artusi “La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”. Ma lì si trattava di semplici ricette lontane mille miglia dalla logica del marketing di oggi, non certo di diete.

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