Poesia digitale: la rivoluzione è in arrivo.

Poesia digitale: sì, la rivoluzione sta per arrivare.

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La poesia è destinata a una nicchia?

Sin qui difficilmente la poesia è riuscita a entrare nel mercato dell’Arte. Mentre pittori, scultori e performers hanno sempre avuto spazi e gratificazioni economiche per la propria attività, chi voleva collezionare poesia doveva limitarsi a comprare libri, e chi si voleva dedicare a una ricerca artistica intorno alla poesia doveva farlo come hobby.

Oggi il mondo è cambiato. Gutenberg è morto, o quantomeno il libro ha cambiato il suo rapporto con la società. Si sono spalancate le porte dei mondi digitali ed è nato un rapporto fra NFT e arte. E la poesia si è intrufolata, facendosi anche oggetto digitale. Questo è avvenuto all’inizio grazie ai social. E ora grazie agli NFT anche la poesia può diventare un oggetto per collezionisti e potenzialmente una fonte di reddito per artisti.

Trovandomi a essere il fondatore di un movimento che si chiama “Rinascimento poetico“, che ha nel nome l’ambizione di far rinascere la poesia, sento la responsabilità di questi cambiamenti. Ecco perché ho iniziato a fare dei passi.

La mia esperienza con la poesia digitale

Volendo sperimentare ho cercato quella che mi sembrava l’estetica prevalente in quei mondi. Così ho iniziato con la poesia cryptopunk. Mettendo insieme la poesia con una delle correnti artistiche più in voga al momento sono stato il primo a creare un varco perché la poesia potesse fecondare uno spazio artistico esistente e ibridarsi con esso.

Poi ho fatto vari esperimenti. Per esempio con la bodypainting poetry. Ritornando ai corpi ho creato un mio spazio in cui il ritorno all’origine, cioè al corpo, viene trasformato in un oggetto digitale. In questo modo ho abbracciato passato, presente e futuro.

Una mia poesia digitale è stata anche selezionata per l’archivio di un progetto dell’università di Stanford.

Credo ci siano grandi spazi per la poesia digitale. Ma c’è un ma.

Nuovi linguaggi, nuovi sogni

Pensare di fare poesia negli ambienti digitali replicando pari pari ciò che si è fatto per qualche secolo sulla carta non funzionerà. Ne sono certo. Servono nuovi linguaggi, ricerche e sperimentazioni.

Serve farsi comunità interattiva. Come fondatore del movimento internazionale “Rinascimento poetico” testimonio che fare poesia insieme fa crescere molto più della solitudine artistica.

E poi bisogna sognare.

Sogno un mondo in cui i collezionisti capiscono che la poesia digitale è a tutti gli effetti un’opera d’arte e quindi la collezionano al pari delle altre opere d’arte.

Sogno un mondo in cui i poeti scelgono di vivere nel presente e di approfittare di ciò che la tecnologia offre.

Sogno un mondo in cui si superano i pregiudizi verso i cambiamenti e si fecondano i nuovi spazi tecnologici con i sapori poetici.

Sogno un mondo in cui Christie’s venderà all’asta una poesia contemporanea per molti milioni di euro.

Sogno un mondo in cui tutto questo non rovina la bellezza della poesia.

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